Prevenire è prendersi cura: un focus sugli interventi di Early Child Development

Quali sono gli effetti degli interventi per bambini e chi si prende cura di loro nei periodi pre e postnatale? In che modo supportano l’equità della salute? Per un buon sviluppo fisico, sociale ed emotivo, i bambini hanno bisogno di cure “nutritive”, le quali dipendono dalla creazione di ambienti in cui le famiglie possano prosperare a livello macro e micro, spiega spiega il gruppo di DoRS. Il suo centro ha valutato interventi nel campo dell’educazione e del supporto genitoriale.

Di Paola Capra, Mariella Di Pilato, Luisella Gilardi, Marta Grosini, Sonia Scarponi, per il gruppo di lavoro DORS, composto da psicologhe e documentaliste, che si occupa di disuguaglianze di salute e degli interventi sulla prima infanzia

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I bambini devono poter crescere in un “ambiente ottimale” che fornisca loro il nutrimento fisico, emotivo, sociale e cognitivo necessario a garantire un buono sviluppo psicologico, neurologico, relazionale, ed emotivo.

Occorre sostenere e promuovere un “ambiente ottimale” (che deve esserci già dalla vita intrauterina) prendendosi cura della madre, del padre, della coppia genitoriale e del contesto in cui il nucleo familiare vive sia a livello micro (la famiglia, la comunità di appartenenza) che macro (la società, la cultura, le politiche, ecc).

Lo sviluppo fisico, psichico e cognitivo del bambino può essere compromesso se un “ambiente ottimale” non viene tutelato e ci si trova in presenza di situazioni di “avversità” o di “carenza”, come problemi di salute fisica o psichica dei care giver, maltrattamento o violenza familiare, degrado ambientale e culturale, povertà economica e sociale.

Investire nello sviluppo dei primi anni di vita (Early Child Development – ECD) favorisce lo sviluppo fisico e mentale del bambino con benefici che hanno un impatto durante tutta la vita. Per questo motivo il tema della prima infanzia deve essere prioritario nelle politiche e nei programmi, poiché è soprattutto in quei primi anni di vita che si gioca il benessere e la realizzazione delle generazioni future.

A partire dalle evidenze scientifiche che hanno creato attenzione intorno al ECD, nel 2018 è stato pubblicato il “Nurturing Care Framework”, un documento di rilevanza internazionale elaborato dall’OMS in collaborazione con Unicef, la Banca Mondiale, la Partnership per la Salute materno-infantile e numerosi altri partner. L’intento del documento è fornire indicazioni strategiche e raccomandazioni operative su come investire nelle prime fasi della vita, a partire dal concepimento fino al terzo anno di vita. Il “nutrimento fisico, sociale, emotivo, cognitivo…” definito nel documento come “norturing care” è l’insieme di condizioni che assicurano salute, nutrizione, sicurezza, genitorialità responsiva e opportunità di apprendimento precoce.

“Nutrire i bambini” significa non solo mantenerli ben nutriti, sani e al sicuro, ma anche la prestare attenzione e rispondere ai loro bisogni e interessi, incoraggiarli ad esplorare l’ambiente circostante e interagire con i caregiver e gli altri.

I genitori e i caregiver sono nella condizione di poter fornire “il giusto nutrimento” quando loro stessi si trovano in una situazione di sicurezza emotiva, economica e sociale.

Per questo, per esprimere il loro pieno potenziale, i bambini necessitano i cinque componenti della “norturing care”: buona salute, nutrizione adeguata, genitorialità responsiva, opportunità di apprendimento precoce e protezione/sicurezza.

Lo sviluppo precoce del bambino (Early Childhood Development – ECD) è un importante, se non il più importante, determinante sociale di salute.

Come riporta Marmot nella sua review del 2010 [1] – “Dare ad ogni bambino il miglior inizio di vita possibile è fondamentale per ridurre le disuguaglianze di salute nel corso della vita. Nella prima infanzia si creano le basi per ogni aspetto dello sviluppo umano – fisico, intellettuale ed emotivo. Ciò che accade in questi primi anni (a partire dalla vita intrauterina) ha effetti permanenti su molti aspetti della salute e del benessere – dall’obesità, le malattie cardiache e mentali ai risultati scolastici e allo status economico. Per avere un impatto sulle disuguaglianze di salute dobbiamo affrontare il gradiente sociale relativo all’accesso dei bambini a esperienze positive nei primi anni di vita. Gli interventi successivi, sebbene importanti, sono decisamente meno efficaci se mancano buone basi nella prima infanzia…” –

Come Centro di documentazione Regionale per la Promozione della Salute- DoRS abbiamo pubblicato due report che descrivono e valutano l’efficacia di interventi di educazione pre- e post-natale e di supporto della genitorialità sulla salute fisica, sullo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo dei bambini (da 0 a 3 anni), oltre che sul benessere psicofisico dei genitori, per il contrasto delle disuguaglianze di salute.

Per entrambi i report, scaricabili direttamente dal sito DoRS , è stata consultata la banca dati MEDLINE per individuare studi pubblicati da novembre 2007 a dicembre 2018. Tra questi, sono stati inclusi solo studi che prevedessero una valutazione prima e dopo l’intervento e una valutazione al follow up. Tutti gli interventi dovevano inoltre avere effetti sulle disuguaglianze di salute analizzati secondo i fattori del PROGRESS Plus. Il framework organizzativo PROGRESS Plus – acronimo inglese che sta per la P Luogo di residenza (Place of residence), R Razza / etnia / cultura / lingua, O Occupazione, G Genere / sesso, R Religione, E Livello di istruzione (Education), S Status socioeconomico, S il Capitale sociale (Social capital) e Plus include età, disabilità, orientamento sessuale e altre caratteristiche che indicano una condizione di svantaggio (Kavanagh 2008) – è stato scelto perché valuta quelle dimensioni in cui possono esistere disuguaglianze di salute, come sostenuto da Campbell and Cochrane Equity Methods Group; inoltre include i fattori suggeriti dalla Commission on social determinants of health (Tugwell 2010).

Risultati del report sull’educazione prenatale e postnatale

Dei 27 studi inclusi nel report, 23 si svolgono in ambito sanitario, 2 in quello di comunità, mentre 2 coinvolgono entrambi i setting.

La maggioranza degli studi si indirizza a popolazioni che condividono più fattori PROGRESS Plus (20). Uno status socioeconomico basso è il fattore più rappresentato, di per sè (6 articoli) o in combinazione con altri fattori (16 articoli), principalmente l’etnia, il livello di istruzione e il luogo di residenza.

Riguardo agli effetti sulle disuguaglianze, la quasi totalità degli studi (26 su 27) adotta un approccio per target: questo implica che se migliorano gli esiti di salute dei gruppi vulnerabili – secondo uno o più dei fattori PROGRESS Plus – non è possibile affermare che diminuiscano le disuguaglianze di salute in generale. In conclusione, si evince che la maggior parte degli studi privilegia il benessere psicofisico della futura mamma e lo sviluppo psicologico del neonato piuttosto che i tradizionali temi informativi legati al parto e alla gravidanza; inoltre vengono utilizzati principalmente modelli di intervento di gruppo anche con l’ausilio di social media e l’attivazione di reti territoriali formali e non.

Risultati del report su interventi a supporto della genitorialità

Sono 19 gli studi inclusi nel report che si indirizzano a fasce di popolazione svantaggiata; 5 studi riguardano interventi che si svolgono in ambito sanitario, 9 in quello di comunità, 1 in quello domestico, mentre 4 coinvolgono entrambi i setting e quindi operano in sinergia.

Rispetto ai fattori PROGRESS Plus, le condizioni di svantaggio socio economico sono il fattore più rappresentato, di per se’ o in combinazione con altri fattori, principalmente l’etnia, il livello di istruzione e il luogo di residenza. Gli indicatori “Religione”, “Capitale sociale”, “Occupazione” non sono stati considerati (o solo marginalmente), mentre a volte la popolazione partecipante rientra in uno o più delle categorie Plus (per esempio genitore single, età adolescente, consumatore di alcol e droghe). Per quanto riguarda gli effetti sulle disuguaglianze, 18 studi adottano un approccio per target: questo implica che se migliorano gli esiti di salute di popolazioni vulnerabili – secondo uno o più dei fattori PROGRESS Plus – non è possibile affermare che diminuiscano le disuguaglianze di salute in generale.

Le principali conclusioni a fronte degli interventi analizzati sono che nella maggior parte degli studi prevale l’approccio del Nurturing Care Framework, basato sulla riduzione dei fattori di rischio attraverso un incremento delle capacità genitoriali trasversali (capacità di ascolto, responsività, comprensione dei bisogni del bambino, ecc.). Inoltre viene posta particolare attenzione nel fornire ai genitori gli strumenti adatti ad incrementare gli stimoli cognitivi, sensoriali e affettivi offerti al bambino.

 

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References

[1] The Marmot Review (2010). Fair Society, Healthy Lives: Strategic Review of Health Inequalities in England post-2010, February 2010. UCL Institute of Health Equity.http://www.parliament.uk/documents/fair-society-healthy-lives-full-report.pdf

Paola Capra, Mariella Di Pilato, Luisella Gilardi, Marta Grosini, Sonia Scarponi, per il gruppo di lavoro DORS, composto da psicologhe e documentaliste, che si occupa di disuguaglianze di salute e degli interventi sulla prima infanzia

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